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LA MUSICA COME PASSIONE:INCONTRO COL CANTAUTORE ENZO SALVIA

Il Convivio, Trimestrale di Poesia Arte e Cultura dell’Accademia Internazionale ‘Il Convivio’; Fondato da Angelo Manitta e diretto da Enza Conti N.45 - Anno XII numero 2 Aprile - Giugno 2011.

Enzo Salvia

di Maristella Dilettoso

Enzo Eugenio Salvia è nato a Bronte nel gennaio 1950, primogenito di tre figli. È vissuto a Bronte fino al conseguimento della maturità classica, partecipando attivamente, anche a livello scolastico, al clima di cambiamento sociale del Sessantotto. Conseguita la laurea in Filosofia all’Università di Catania, si è trasferito al Nord, insegnando per diversi anni materie letterarie nelle scuole medie e istituti superiori della provincia di Lecco. Ottenuto il trasferimento in provincia di Messina, ha continuato ad esercitare la professione di docente in diverse scuole della zona, ad Acquedolci, Capo d’Orlando, e altre ancora, dedicando il tempo libero alla musica. È in pensione dal settembre 2007 e da allora si dedica principalmente alla sua grande passione: la composizione. Sposato, con due figli, vive tuttora nel messinese. Il CD "Spiagge d’amore", col quale Enzo si è presentato, per la prima volta, al pubblico nella veste di cantautore, ha visto la luce nel 2005. Un anno dopo, nel luglio del 2006, ha pubblicato il suo secondo album, "I giorni che ci restano", i cui brani hanno fatto registrare un alto indice di gradimento. Terzo, il CD " Viva la vita, viva l’amore", stampato e diffuso a cura dell’Archeoclub d’Italia “Nebrodi” di Mirto (ME), che contiene dieci canzoni che spiccano per la loro musicalità e per i testi densi di sentimento e vibranti d’emozioni. Oltre alla voce calda e appassionata del cantautore, vi si apprezza quella ricca di virtuosismi della cantante messinese Sara Ricciardi. Con questo CD – ha scritto l’Archeoclub – Enzo Salvia “vuole sottolineare il grande valore e la forza potente e incontrollabile dell’amore che non ammette limiti, paure o timori, che non si lascia condizionare, né pone condizioni”. L’ultimo cd, “ Brivido d’ amore ”, verrà presto immesso ufficialmente sul mercato. Ha due siti internet dove è possibile ascoltare i suoi brani musicali o mettersi in contatto: www.enzosalvia.it e www.enzosalvia.com . Il cantautore Enzo Salvia ha vinto numerori premi, partecipando a concorsi nazionali ed internazionali.

 

INTERVISTA


Quando hai iniziato a fare musica, come è nata questa  passione?

Ho iniziato a fare musica, forse senza rendermene conto, a 11 anni circa. In quel periodo frequentavo lezioni di pianoforte , ma ricordo che non eseguivo volentieri gli esercizi che mi venivano assegnati perché li ritenevo molto noiosi, e preferivo bruciare le tappe strimpellando, invece, tutto ciò che mi passava per la testa, approfittando dell’assenza della maestra. Le musiche che spontaneamente generavo mi piacevano tantissimo e mi riempivano l’anima.

 

Ho sentito che sei un po’ “figlio d’arte”…

In un certo senso, sì. Mio padre, Giuseppe, impiegato comunale, morto nel 1981, oltre che lavoratore instancabile e uomo di grande spessore morale, è stato un grande appassionato di canto, di opere liriche ed autore di romanzi, tragedie, commedie "Il figliol prodigo" "Tormento d’anime" "Cuori buoni" "Il testamento dell’avaro" "Il diavolo nel convento" ecc., pensieri e varie poesie. “Poeti Italiani Contemporanei”(Studio Letterario Editore), ha scritto di lui: “I suoi versi scorrono musicalmente sulle forme tradizionali e, pur avendo i segni di un moderno crepuscolarismo, hanno il piccante sapore dell’iroso classicismo carducciano”.

 

Enzo Salvia 15 Agosto 1971 Bronte

Ci sono state per te figure musicalmente determinanti?

Ho seguito con interesse tutta la musica degli anni ‘60 e‘70, ma lo stile ed il genere portato avanti dai "Pooh", dai "Nomadi", dai "Dik Dik", "Gianni Morandi", dai "Santana", dagli "Uriah Heep", dai "Beatles" sono stati sicuramente quelli maggiormente determinanti per il consolidarsi e l’evolversi della mia passione musicale.

 

Hai continuato a studiare la musica o sei autodidatta?

Quali strumenti suoni attualmente?

Ho frequentato, per un periodo limitato, lezioni di pianoforte e, successivamente, di fisarmonica. Da autodidatta ho appreso l'uso delle tastiere, di vari synth, delle tecniche di registrazione e produzione musicale. Sono questi gli strumenti che suono attualmente, ma non da professionista.

 

In gioventù hai fatto parte di gruppi musicali, “complessi ”come si chiamavano allora… Quali erano, e, per te che sei cresciuto e ti sei formato musicalmente nei “favolosi anni ‘60”, cosa rimane oggi di quel periodo?

Quelli sono stati anni favolosi, pieni di iniziative originali,spesso contestate dagli adulti, che erano letteralmente terrorizzati dai cambiamenti e quindi restii alle nuove mode.Di quel momento storico mi restano ancora gli ideali“puliti”, il disinteresse e l’avversità per tutto ciò che è disonestà e servilismo. Ho fatto parte di molti gruppi musicali, ricordo, in particolare: "I Carpe diem" , "The king stones","The new King stones Band", "Le antilopi" e molti altri ancora.

 

Quando hai smesso di suonare le musiche degli altri per cominciare a comporre le tue? 

E da quanto tempo componi?

Già componevo dei brani che eseguivo con i vari gruppi di cui ho fatto parte negli anni Settanta, durante i nostri numerosi impegni musicali; erano brani densi di sentimento che riscuotevano un certo successo, perché abbastanza graditi al pubblico dei giovani di allora. Concretamente, ho, però, iniziato a comporre 6-7 anni fa, quando, smettendo di suonare per il pubblico, ho deciso di “conservare” musicalmente le mie impressioni interiori, attraverso la composizione di testi e musiche che fossero solo mie.

 

Enzo Salvia tastiera

 

Quali sono i tuoi attuali gusti musicali, a chi vanno le tue preferenze? 

Ti sei ispirato a qualcuno in particolare? 

In breve, quale è la tua collocazione nel panorama musicale?

Mi piace tutta la musica, ma preferisco il rock, la musica neomelodica dei cantautori moderni. Inizialmente, i Pooh sono stati coloro che mi hanno maggiormente attratto, ma adesso compongo musica che appartiene solo a me, quella che sento maggiormente a livello interiore. E’ ovvio che le esperienze acquisite negli anni Sessanta e Settanta restano ed appaiono nelle mie composizioni, ma sono vivificate e fatte passare attraverso un filtro nuovo e diverso, molto personale.

Enzo Salvia piano

Convivio Anno XII n. 2 Aprile - Giugno 2011 n. 45 | 21

 

Una canzone, per te, viene dall’ispirazione o si costruisce a tavolino? 

Come nascono le tue composizioni?

Io credo solo nell’ispirazione vera, frutto di emozioni spontanee e vibrante di sentimenti. Le canzoni “costruite a tavolino” non le ritengo valide, perché non comunicano nulla e sono fredde ed inutili.

 

Rispetto ai CD che hai già pubblicato, il tuo prossimo lavoro cosa proporrà di nuovo o di diverso? 

E dopo cosa ti proponi?

Il mio quarto CD è sicuramente musicalmente più evoluto dei precedenti: è più maturo e tecnicamente migliore.La tematica è sempre la stessa, l’amore, ma i suoni usati sono volutamente meno vintage e molto più attuali, così come la melodia del canto nei vari brani. Attualmente utilizzo oltre ai suoni di strumenti veri anche sonorità di synth del 2009 e del 2010, che sicuramente hanno arricchito musicalmente le canzoni contenute nel nuovo CD che porterà il titolo: "Brivido d’amore". Poi vorrei continuare ancora su questa strada cercando di ampliarla e perfezionarla.

 

La tua passione per la musica è condivisa in famiglia?

E’ condivisa, ma fino ad un certo punto. A volte, ricevo degli ultimatum che però, a causa della mia passione, dimentico di tenere in considerazione. In ogni forma di arte, scrittura, poesia, musica o pittura che sia, volente o no, si esterna il proprio mondo interiore, ma spesso si trasmettono anche dei messaggi. 

Ciò avviene anche nel tuo caso?

E’ ovvio che l’ispirazione trae spunto dal proprio mondo interiore, dalle emozioni personali, dai sentimenti individuali, però bisogna precisare che tutti i motivi contenuti nei miei brani non hanno carattere esclusivamente o prevalentemente autobiografico, perché l’ ispirazione può trarre benissimo spunto o essere arricchita da stimoli emozionali esterni, che colpiscono particolarmente, o dalla fantasia individuale. Il messaggio che voglio lanciare riguarda la mia concezione dell’amore che, musicalmente, diventa un po’ particolare, nel senso che il sentimento cantato è sempre l’amore, ma l’amore “ in potenza”, per usare un termine filosofico; è quello che vi è nell’immaginario di ciascuno, che prescinde dal suo quotidiano, fragile attuarsi, perché nel momento stesso in cui ciò avviene si trasforma in un sentimento comune e non unico ed eccezionale così come, invece, dovrebbe essere.

 

Oltre alla musica, ci sono altri interessi?

Pare che sia impegnato anche con varie associazioni, sia culturali che ambientaliste…

Sono impegnato in mille cose, ma i miei interessi sono rivolti principalmente verso alcune associazioni, una delle quali di tipo ambientalista, denominata “In difesa della meravigliosa Valle del Rosmarino” di cui sono il fondatore e l’attuale Presidente(N.B. Presidente fino al dicembre 2012). L’obiettivo principale dell’Associazione è quello di prevenire eventuali problemi idrogeologici, a salvaguardia dell’incolumità dei cittadini e dei loro beni patrimoniali. Oltre ciò, l’Associazione sta portando avanti una proposta di legge che, in deroga alle attuali disposizioni, si propone di consentire il prelievo controllato di materiale fluviale dall’alveo dei vari corsi d’acqua, nei luoghi in cui esso potrebbe provocare disastrose esondazioni, mettendo a repentaglio la vita dei cittadini.

 

Sei stato docente per molti anni, e, a quanto si dice, con risultati soddisfacenti: i rapporti col mondo della scuola, si sono conclusi o restano aperti? 

E, in passato, sei riuscito a conciliare l’insegnamento con la musica?

L’insegnamento è stato sempre al centro della mia vita, un po’ come la musica. Con i miei alunni abbiamo portato avanti molte attività interessanti ed originali che ci hanno fatto vincere diversi premi, anche a livello nazionale, facendo guadagnare alla scuola nella quale insegnavo pubblici elogi e oggetti utili alla didattica, sicuramente di valore. Sono stati vinti concorsi di poesie, premi per i migliori componimenti, gare a livello nazionale per le più originali elaborazioni di scenette pubblicitarie per la promozione di determinati prodotti; abbiamo creato, con altri due colleghi, la rassegna scolastica “Nuovi talenti” che per ben cinque anni ha visto coinvolte 23-24 scuole medie del territorio nebroideo in un confronto culturale ed artistico stimolante e originale. La mia collaborazione con la scuola è continuata anche dopo il pensionamento, per altri tre anni, e continua, in forma generale, ancora oggi attraverso degli incontri con gli studenti sui problemi idrogeologici del territorio.

 

Che rapporto hai con la tua città natale, Bronte, e con la nuova patria?

Anche se non ci vado spesso, con Bronte ho mantenuto sempre un sincero rapporto d’affetto ed un prezioso collegamento interiore, perché la mia formazione iniziale, a tutti i livelli, è avvenuta proprio lì. Bronte è stata la culla delle mie prime, sincere amicizie, il luogo della mia crescita musicale ed umana e tutte le esperienze vissute nel mio paese d’origine, sia negative che positive, mi hanno indubbiamente arricchito ed hanno contribuito alla mia formazione integrale. Nel messinese mi sono trovato bene; sono luoghi, nel complesso, abbastanza tranquilli oltre che belli, in cui il diritto, la dialettica e il confronto democratico riescono ancora a trovare, spesso, un loro spazio e una loro valida collocazione.

 

I tuoi progetti per il futuro?

Portare avanti progetti teatrali e continuare con le elaborazioni musicali, anche a livello di veri e propri concerti.

 

Oggi, nel XXI secolo, la musica, in un mondo contorto e controverso, fatto sempre più di interessi, violenza, affari sporchi, che cosa può ancora offrire che non sia anacronistico, utopistico, e soprattutto, fuorché un piacevole intrattenimento, che funzione può avere?

Sembrerà strano quello che penso, ma la musica può avere all’interno del sociale e nella formazione interiore dei giovani una grande valenza. Essa può diventare portatrice di valori importanti a livello personale ed interpersonale.I giovani, in questi ultimi anni, autonomamente e grazie anche ad alcune trasmissioni televisive o ai genitori, stanno riscoprendo la bellezza della musica che parla al cuore, stanno riaprendo l’anima ai sentimenti ed alle emozioni belle ed intense. Forse in tutto ciò c’è la speranza di un nuovo e diverso sviluppo interiore, capace di generare forze nuove che possano alimentare la crescita di una società, speriamo, migliore.